03 ottobre 2017

Review Party: Cuore oscuro di Naomi Novik

Cuore oscuro di [Novik, Naomi]


Agnieszka è una contadina diciassettenne goffa e sgraziata che vive insieme alla famiglia in un piccolo villaggio del regno di Polnya. Su tutti loro incombe la presenza maligna del Bosco, che sta progressivamente divorando l'intera regione. Per mantenere al sicuro se stessi e i loro villaggi dalle minacciose creature del Bosco e dai sortilegi mortali che lì si compiono, tutti gli abitanti della valle si affidano a un misterioso e solitario mago noto con il nome di Drago. Quest'ultimo sembra l'unico, infatti, in grado di controllare con la sua magia il potere imperscrutabile e oscuro del Bosco. In cambio della sua protezione, però, l'uomo pretende un tributo: ogni dieci anni avrà la possibilità di scegliere una ragazza tra le diciassettenni della valle e di portarla con sé nella sua torre. Un destino a detta di tutti terribile quasi quanto finire nelle grinfie del Bosco. Con l'avvicinarsi del giorno della scelta, Agnieszka ha sempre più paura.
Come tutti dà infatti per scontato che il Drago non potrà che scegliere Kasia, la più bella e coraggiosa delle "candidate" nonché sua migliore amica. Ma quando il Drago comunica la sua decisione, lo sgomento è generale.


Dopo una full immersion nelle pagine di questo libro, eccomi qui a parlarvi della storia di Agnieszka e il Drago.
La nostra giovane protagonista è una semplice ragazza: una contadina diciassettenne che non ha nulla di speciale. Vive con la sua famiglia nel villaggio del regno di Polnya, ed è sempre stata attratta dal Bosco. Questo, però, sta divorando pian piano l’intera regione e solo la presenza del grande mago chiamato il Drago, eviterà l’avanzata oscura del Bosco.
In cambio della sua protezione, ogni dieci anni, il Drago pretende un tributo: sceglie una ragazza tra le diciassettenni e la porterà con sé nella torre.
Questa volta sono tutti sicuri che la scelta del Drago ricadrà su Kasia, una giovane donna bella e coraggiosa, amica di Agnieszka, ma quando viene scartata e al suo posto viene, appunto, scelta quest’ultima, il villaggio cadrà nello sconcerto più totale.

Agnieszka si ritrova a vivere in questa torre, lontana da tutto e tutti con un uomo che detesta e il suo carattere scontroso e le sue manie di precisione, la porteranno ad odiarlo ancora di più. Quando poi si renderà conto di avere dei poteri magici, tutto comincerà ad acquisire una forma.
Di certo, il carattere ribelle e imbranato della protagonista, porteranno non pochi guai al mago sempre preciso e diligente.
Tutte le regole della magia, sono nate per poter essere infrante dalla giovane Agnieszka. Si, questa ragazzina è nata per la magia. Tutto le riesce facile e i confini tracciati, saranno spezzati dalla sua forza.
Ho particolarmente apprezzato la dimensione magica qui descritta. Un luogo in cui la magia è utilizzabile solo da coloro che sono nati con questo dono. C’è chi, come il Drago, ha bisogno di formule magiche e esperimenti e chi, come Agnieszka usa filastrocche o canzoni per salvare tutti da morte certa. Si, avete capito bene. Agnieszka è l’eroina di tutta la storia. Roba che Marvel, spostati che sul trono ci sono io.
Forse la protagonista è troppo brava per i miei gusti. Insomma, riesce a salvare la vita al Drago ( e ci sta, perché senza di lui non ci sarebbero i battibecchi), riesce a salvare l’amica, la madre, il fratello, il genitori di Batman e lo zio di Spiderman.
Insomma, tutto quello che era praticamente impossibile da fare, lei lo fa con uno schiocco di dita. Non mi sarei meravigliata se alla fine la scrittrice avesse scritto che Agnieszka sapesse trasformare i sassi in oro.
Tutti gli altri personaggi (non riesco ad elencarli tutti, mi dispiace) sono descritti in maniera da ruotare intorno alla storia e ai protagonisti arricchendo il tutto, a volte anche troppo, ma si amalgamano bene e riescono a far capire tante cose. Molto bella è stata la descrizione del Bosco dove capiamo il perché di tanta malvagità e i trucchi che usa per sovrastare i popoli.
Mi è piaciuto di meno il fatto che l’autrice a volte, abbia scritto davvero tante, tante cose in più che, a mio parere, potevano essere trascurate in modo da rendere il romanzo più incalzante e interessante. Altra nota di demerito va al finale scritto frettolosamente e senza dare gran risalto alla giovane Agnieszka e al Drago.
Sono rimasta tipo: no, aspetta, che??
Si, insomma, mi aspettavo giusto un paio di righe in più per farmi capire come andasse a finire.
Diciamocelo, hai scritto 431 pagine e non aggiungi due righe? Che, avevi paura fosse troppo lungo?
E voi? Lo avete letto? Che ne pensate? Susu, ditelo alla zia Casper
Bacini!






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