28 novembre 2017

ASPETTAMI FINO ALL’ULTIMA PAGINA di SOFIA RHEI, RECENSIONE


Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama... Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita...





Carissimi Dreamers, oggi vi parlerò di un romanzo uscito l’estate scorsa per la Newton Compton Editori, che in Spagna è diventato un caso letterario ed un best-seller sul potere terapeutico dei libri; parlo di “Aspettami fino all’ultima pagina” di Sofìa Rhei.
Silvia è una bella donna, con un bel lavoro gratificante e una sua indipendenza tuttavia non è soddisfatta della sua vita perché è innamorata di Alain
Alain è l’uomo dalle molte promesse e dai pochissimi fatti; la ama, almeno a suo dire, ma è comunque sposato con un’altra donna e non ha alcuna intenzione di lasciarla.
Alain è un uomo, a mio parere, detestabile! A volte mi è sembrato un bipolare… l’ho odiato profondamente e non solamente per il suo essere uno sporco bugiardo.
Fortunatamente sulla scena, grazie all’amica di Silvia, Isabel, compare O'Flahertie un terapista che aiuterà la nostra protagonista, ormai decisa a chiudere con Alain, ad andare avanti.


La “cura” che il terapista userà è quel che salva questo libro da una recensione altrimenti negativa; è l’unica nota positiva all’interno di questo romanzo.
O’Flahertie mostrerà a Silvia l’enorme potere che hanno i libri, attraverso di essi aiuterà la nostra protagonista a “guarire”.
I libri sono in grado di leggerci l’anima mentre noi ci limitiamo a leggere dei caratteri messi in riga, i libri hanno il potere di guarire, di aprirci gli occhi, e possono in qualche modo, indirettamente, mostrarci scelte ovvie che però ci rifiutiamo di vedere.
Il modo di scrivere della Rhei è scorrevole e piacevole, il libro di per sè si legge velocemente, ho adorato il finale di questo libro e la figura del terapista, tuttavia ho mal digerito la figura di Silvia e detestato con tutta me stessa quel figlio di buona donna di Alain.


È vero che quando si è innamorati si tende a mettere in ombra gli aspetti negativi di una persona e di una relazione, ma ho trovato comunque allucinante il modo in cui Silvia decide di credere a quel fedifrago di Alain nonostante le continue e comprovate bugie che le propina.
Consiglio questo libro? Nonostante la mia repulsione per Alain, sì, ho apprezzato i riflettori sul potere dei libri e credo che sia un libro a cui dare una possibilità. Unica avvertenza prima di iniziare la lettura: procuratevi dosi massicce di Maalox!
Sarei molto curiosa di conoscere il parere di coloro che hanno letto o leggeranno questo libro, lasciate un commentino per farmi sapere se la pensate o meno come me.
Alla prossima recensione Dreamers, xoxo Nyx.





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