15 ottobre 2015

Recensione "Betrayal" e intervista con Robin C.


Andrew è un giovane medico affermato. Possiede tutto ciò che un uomo potrebbe desiderare. Successo, avvenenza e l’amore sicuro di una donna. Quando la sua strada incrocia quella di Evalyn, il suo universo viene improvvisamente capovolto. La sua anima divisa in due. Cede dunque alla tentazione del tradimento, spinto da un desiderio primitivo e dal risentimento per una giovinezza che crede di essersi negato. Entra in una spirale fatta di passione e rimorso, di sesso e sensi di colpa, che tenta di fermare senza successo. Testimone inconsapevole di questa corsa autodistruttiva è la moglie di lui, Alexandra, che lentamente, ma inesorabilmente, vede la propria vita cadere a pezzi, senza comprenderne la ragione. Quando verrà colpita dalla verità nella più crudele e dolorosa delle maniere, sarà in grado di perdonare? O da vittima innocente si trasformerà in impietoso carnefice?





Betrayal il libro d'esordio di una nuova autrice italiana Robin C.
Tutti noi ci chiediamo chi sia, quello che posso dirvi che Robin C. ha incominciato il suo percorso nella scrittura grazie alle fan fiction sul fandom di Twilight. Famosa per prediligere il genere angst ovvero un genere dove c'è tanta sofferenza ed uno dei due protagonisti è prevaricatore rispetto all'altro.



Romanzo avvincente che ti lascia con il fiato sospeso ad ogni capitolo. Scorrevole nella lettura e finalmente con una sintassi buona, che per il momento manca alla maggior parte di auto-pubblicazioni. Trama per niente banale, niente di letto e riletto, non è la brutta copia di altri scritti. Non cade mai nel ridicolo e non è per niente scontato. La cosa che più mi affascina di questo romanzo sono le frasi ad inizio di ogni capitolo, azzeccate per il tema trattato in ognuno di essi .
Non mi sono persa neanche una parola, ci sono stati momenti in cui quasi piangevo, lo confesso, sei riuscita a farmi vivere i ruoli dei tre personaggi distinti, a vedere attraverso i loro occhi.
Bravissima.
In questo romanzo l'autrice affronta una tematica piuttosto spinosa e quasi all'ordine del giorno.
Coppie costrette a vivere questo dolore, indipendentemente da chi sia la colpa di tale distruzione.
Quando si parla della crisi del settimo anno, penso proprio che non esista perché la crisi può arrivare a sette, dieci o venti e il potere distruttivo di tali azioni è sempre lo stesso.


La coppia Andrew/Alexandra lo sa benissimo.
Un uomo o una donna mossa dallo scorrere del tempo, dalla noia e frustrazione che credono di vedere alla fine secondo il mio parere si riduce alla sola voglia di "Tempesta" come dice Andrew il nostro traditore.
Mi chiedo spesso cosa vede l'uomo maturo nella ventenne? Cosa lo porta a tradire la compagna di una vita?
La risposta è semplice, ragionano con la parte anatomica. Benché la giovane ventenne in questione ha il seno sodo e un sedere perfetto, non potrà mai prendere il posto di una moglie amorevole che ha saputo sostenere gli alti e bassi di un marito preso dalla carriera, di gioire e piangere per i traguardi raggiunti e possibilità perdute.
In questo caso l'amante Evalyn voleva il pacchetto completo di cuore e amore. Lui? Solo sesso.
In maniera nuda e cruda lui le fa capire che il sentimento che prova è solo ed esclusivamente a senso unico.
Le bugie che dice a se stesso e ad Alexandra sua moglie, affettuosa e amorevole vengono coperte da una patina di neve, senza sapere che al sole la neve si scioglie per portare alla luce tutto il fango che c'è sotto.
Alexandra donna paziente che si adatta alle circostanze, di fronte al comportamento di un marito che ormai non riconosce più nonostante i tanti anni di matrimonio, dieci anni, lei per amore ha smesso di insistere e forse di capire. Capisce la pressione che subisce in ospedale, ma questo non è comunque bastato a impedire al marito di diventare un traditore.
Un gesto carino da parte della moglie addirittura lo fa sentire a disagio, tanto che lui le dice:

"Non dovevi...Non me lo merito"

Tipiche parole che nascondono in essi un doppio significato.
Il disagio e il senso di colpa lo fanno diventare più propenso a regali come fiori (molto quotati in caso di coda di paglia), cioccolata e altri doni che tra le righe servono solo a chiedere scusa. A ripulire coscienza e anima macchiate per sempre.
Vogliamo poi parlare del viaggio "riparatore"?
Riparatore per chi? Solo per lui, perché Alexandra ovviamente non sa di essere sotto esame da un uomo che ha organizzato qualcosa solo per una rapida ripulita dell'animo.
Alexandra potrebbe apparire ingenua, ma la sua ingenuità è data dal non sapere esattamente quello che succede.
Il sesso fine a se stesso che ha portato a distruggere una persona (uomo o donna), diventa la trappola del traditore in questione.
In questo romanzo è presente il dualismo opposto tra due donne e un unico uomo. Il classico triangolo Alexandra - Andrew - Evalyn.
Alexandra ed Evalyn, la prima una donna matura e bellissima e l'altra una bambina che vuole il marito di un'altra donna e fa di tutto per averlo, sa quali armi possiede e non ha nessuna remora ad usarle.
Nella lettura di queste pagine mi chiedo in continuazione chi siano le vittime e chi il carnefice.
La mia opinione è che il solo carnefice sia Andrew e la vittima Alexandra.
Non menziono Evalyn, perché lei ha solo preso e lui?
Beh! Lui si è fatto prendere….
Certe scelte portano sempre a delle conseguenze. Belle o brutte che siano.
Scambiare il sesso per amore, ecco l'errore che fa sempre un'amante.
Un uomo per avere una vita perfetta di cosa ha bisogno?
Il triangolo rende completa la vita di un uomo?
La semplice risposta è che il bisogno di un uomo, in questo caso quello di Andrew, è solo materiale.










Una domanda che faccio quasi a tutti è: quale playlist ti ha accompagnato alla stesura di questo romanzo?

Qualche volta mentre scrivo mi capita di ascoltare musica, ma in questo caso non credo di averlo mai fatto. In generale comunque scrivo in silenzio. Se invece parliamo di cosa ascoltavo in generale in quel periodo credo di poter dire con buona sicurezza: la musica che più amo, quella anni ’90 o anni 2000. Un brano però in assoluto ha accompagnato questa vicenda nella mia fantasia, quello che ho usato per il book trailer, è “Out of my mind” dei Duran Duran, sia per il ritmo ipnotico che per il testo.




Come mai una tematica così forte? Cosa ti ha ispirato?

Il tema del tradimento mi ha sempre intrigata moltissimo. Mi intriga come la gente ragioni intorno ad esso. C’è chi lo ritiene un errore imperdonabile, chi uno sbaglio comune, chi non lo ritiene grave affatto. Mi intriga perché mette in scena sentimenti forti come passione, tentazione, dolore, rimpianto. La cosa che più mi ha però affascinata di questo tema è come alla fine parli dell’essere umano normale, delle sue tentazioni e del fatto che spesso sia attratto da ciò che non conosce, dal proibito e che la libertà di scelta possa diventare una goccia che poco a poco scava la roccia anche più solida. Il mio personaggio non è un seduttore impenitente o superficiale. E’ un essere umano che cede alla spinta del ... “cosa accadrebbe se seguissi questo mio desiderio?” Voglio dire che la tentazione di un’altra via nella vita, accade a tutti su tanti livelli. Ci si ritrova a farsi domande. Cosa accadrebbe se ... o cosa sarebbe accaduto se io avessi fatto questa o quell’altra scelta. Lo si fa in merito al lavoro, agli studi, alla famiglia e al matrimonio. Questa storia esplora questo lato del dubbio. Quello in cui alla fine si cede per esplorare un lato più oscuro o più appetibile della realtà e di sé. Quindi, forse, questa è una storia sul tradimento come una fuga dalla propria vita, come una seconda possibilità. Ma ogni scelta ha sempre, a mio avviso, delle conseguenze. Ed è per questo che mi sembrava giusto scrivere un finale che forse a molte avrà lasciato l’amaro in bocca. Perché l’altra faccia della medaglia della libertà d’azione è quella delle responsabilità che si legano ad essa.

Perché hai deciso per una tipologia così fuori dai canoni?

Perché mi piace esplorare varie sfaccettature dell’animo umano. Ho esordito nel mondo delle fiction con un tema che ora va alla grande. Quello del bisogno di dominio e del controllo. Ne ho scritte altre in cui il tema era di volta in volta differente: la vendetta, l’impotenza, la perversione, la fragilità ecc... Spesso quando leggo storie online, romance di vario genere, vedo le lettrici che muoiono dietro a personaggi che ne fanno di tutti i colori, che dicono ... “è uno stronzo ma lo amo, lei lo deve perdonare.” Ammetto che il perdono ci stia e forse ci poteva anche stare in Betrayal (è per questa ragione che è fondamentale la modalità con cui lei scopre il tradimento, è questa che probabilmente le impedisce di tornare indietro), ma non si può negare sempre l’impatto che i nostri comportamenti hanno sulla vita degli altri nel nome dell’amore romantico e del finale a tutti i costi felice. Nel mio caso la protagonista femminile trova comunque la sua felicità e la sua realizzazione. La porta, questa volta, la pare lui per lei, con il suo tradimento.


Perché Andrew decide di buttarsi in questa "Tempesta"? Perché devo dire che hai fatto un lavoro minuzioso a descrivere tutte le fasi che hanno portato alla disfatta di un matrimonio e dei protagonisti stessi?

Il punto centrale è questo. Andrew è un uomo normale, non l’eroe supersexy che prende ciò che vuole. Ma si trova in quella fase della vita di coppia che molti prima o poi sperimentano, quella in cui si è persa l’adrenalina, l’attrazione violenta, la passione assoluta dei primi anni e comincia ad avere questo tarlo, impersonificato da Evalyn. Un tarlo che lo rode da dentro e che lo spinge a chiedersi cosa accadrebbe se cedesse alla tentazione, se per poco si concedesse di vivere di nuovo quella eccitazione che ormai gli manca. Il suo più grande errore è non rendersi conto che spesso esistono altre vie. Le intravede di tanto in tanto. Ma alla fine l’egoismo che fa parte della psiche umana ha la meglio. Evalyn sembra essere una soluzione facile e indolore. La trasgressione di un momento, qualcosa che si potrà poi dimenticare e che non lascerà traccia. La storia segue ogni fase di lui in questo suo percorso, che è in parte un percorso interiore, dalla tentazione appunto, alle menzogne che si dice per autoassolversi, al senso di colpa alternato alla sensazione di onnipotenza che gli regala questa relazione, alla negazione, fino al dovere fare i conti con la realtà.


Tra le due protagoniste femminili, si può dire che ci sia una sorta di "Eva contro Eva"? In questo caso però mi pare solo da parte di Evalyn.

Mentre scrivevo non ho mai pensato ad un paragone simile, però in parte ci sta. Forse Evalyn rappresenta la paura inconscia di alcune donne mature. Quella per la quale la gioventù e la bellezza sono due attributi che inevitabilmente si perdono crescendo, invecchiando, e che potrebbero renderle più fragili, meno sicure di loro stesse. In questa storia Evalyn non conosce però la sua “rivale”. Lei è giovane e sfrutta questa sua caratteristica e di certo nella sua testa è in competizione con Alexandra. Quello che fa però lo fa non spinta dalla voglia di prenderle il posto. In qualche modo Evalyn è innamorata di Andrew e di conseguenza diventa cinica e crudele. Ma il suo obiettivo non è direttamente la rivale. Questa è vista solo come un ostacolo da eliminare senza pensarci troppo.

Parlando dei protagonisti, cosa ci puoi raccontare di loro? Come sono nati?

Sono nati di getto. La storia originale è stata scritta in pochissimi giorni. All’epoca era da poco accaduto uno scandalo pubblico legato ad un clamoroso e impensabile tradimento. Un tradimento impossibile da comprendere per chi lo osservava dall’esterno. I termini della questione, in questo tradimento reale, erano invertiti (lei aveva tradito lui), ma il sentimento di profondo turbamento che ho provato era lo stesso che mi ha spinto successivamente a scrivere Betrayal. Mi chiedevo “Perchè questa donna che aveva tutto ha fatto un errore così? Un errore che avrebbe pagato così caro? Perchè anche quando uno ha tutto è disposto a rischiare solo per un po’ di adrenalina? Cosa le mancava? Cosa cercava?”
Ho cercato di capire le dinamiche di quell’evento, ho cercato di immaginarmi il conflitto di chi tradiva, il suo cedere alle lusinghe di qualcosa di differente, ho cercato di immedesimarmi anche in chi il tradimento lo subisce senza meritarselo, a chi ha la sfortuna di vederlo con i propri occhi, al tipo di shock al quale viene sottoposto. I due personaggi sono nati così. Il terzo, Evalyn, è stato pensato invece con alcune caratteristiche specifiche perché avrebbe dovuto essere l’oggetto tentatore per quel tipo d’uomo. Ognuno ha un proprio lato debole. Per alcuni può essere la bellezza, per altri il potere, per altri i soldi. Prima o poi l’oggetto tentatore attraversa la nostra strada. Sta a noi riconoscere l’inganno che vi sta sotto. Sta a noi comprendere prima di tutto noi stessi e poi agire di conseguenza. Liberi ovviamente di cedervi o meno.


Ci sono stati dei libri che maggiormente ti hanno ispirata nella stesura di questo tuo lavoro?

Direi di no. Ma di certo ci sono state alcune fanfiction americane che mi hanno appassionata tanto e che mi hanno fatto venire voglia di scrivere una storia con quello stesso tema.


Quali sono i tuoi prossimi lavori? Dicci a quali storie stai pensando e verso quali temi stai direzionando le storie?

Al momento sto lavorando su due racconti. Il primo, un romance vero e proprio, tenero, in qualche modo spirituale e passionale, senza l’alone cupo di Betrayal. Credo si intitolerà Anime in volo e parla dell’incontro improbabile tra un’infermiera e un paziente in coma, di cui lei si innamorerà perdutamente. É una storia differente e molto meno realistica di Betrayal. Se vogliamo si sviluppa proprio sul versante opposto. Una narrazione sulla cieca fiducia che i protagonisti ripongono nel proprio cuore, nella propria anima, per quanto assurdi siano i messaggi che questi inviano. Una favola sul destino.
L’altra invece è nuovamente una storia molto dura (titolo provvisorio Dirty little secret). Un erotico forte dove i personaggi questa volta sono alla fine tutti corrotti. Una storia su legami affettivi malati. Per pubblicare questa storia mi ci vorrà molto coraggio e mi aspetto critiche feroci.


Una domanda a cui ti piacerebbe rispondere, ma che invece non ti è stata mai posta?
Perché scrivi?


Perché credo fermamente nel potere catartico delle varie forme espressive. Perché a volte, per provare sentimenti forti e intensi non si deve necessariamente agire come il protagonista della mia storia. A volte basta la voglia di sognare e nel contempo riconoscere ed accettare la differenza tra fantasia e realtà. Perché mi emoziono nel farlo e mi emoziono ancora di più nel sapere che chi legge prova sentimenti intensi. Non mi considero una scrittrice. Sono un’insegnante una psicologa, una moglie, una madre nella mia vita di tutti i giorni. Scrivere è invece il mio sogno ad occhi aperti, quello in cui mi immergo poche ore al giorno in realtà differenti, a volte estreme, identificandomi con vite che non potrei mai davvero vivere.

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