10 ottobre 2015

Recensione: "La grazia dell'acqua" di Rossella Padovano e intervista con l'autrice


Solo la profonda grazia dell'acqua potrà unire gli opposti.
In un mondo medioevale risorto dalle ceneri di quello attuale, due popoli diversi, sono stati divisi dalla guerra. Sottoposti a duri allenamenti sin da bambini, i Rosensin, atei, vegetariani, fumatori d’erba, sono riusciti a trasformare i limiti del loro fisico esile in punti di forza, diventando, uomini e donne, abili guerrieri. Tuttavia rimane un loro punto debole, l’acqua. Malgrado agilissimi essi non sanno nuotare.
Conservatori e onnivori, gli Ardesiani pregano i loro dei con ardore, trascorrono un’infanzia serena e mandano solo gli uomini in guerra. Certi della loro superiorità essi tollerano sempre più a fatica la tregua con Rosemund e frequenti sono le dispute armate tra i giovani di entrambi i popoli.
La principessa di Rosemund e il figlio del Re di Ardesia, pur arrivando a desiderare l’uno la morte dell’altra, una notte si incontrano senza riconoscersi. Tra i due giovani inizia una drammatica relazione che li spinge a sfidare la preclusione per la quale i matrimoni tra le due razze non sono ammessi.




Le atmosfere medievali di questo romanzo ben si sposano con un determinato filone fantasy legato alle saghe epiche e cavalleresche. La Grazia dell'Acqua piacerà sicuramente agli amanti di questo genere letterario, benché sia riduttivo limitare questo lavoro a un genere particolare, perché molto spesso l'attribuzione di una determinata etichetta tende a circoscrivere il valore di un'opera.
Infatti lo si può anche leggere e interpretare come un romanzo d'amore ambientato in un immaginario universo medievale dalle tinte romantiche.

Nella storia spicca la personalità viva e tormentata della protagonista femminile, un personaggio che l'autrice delinea attraverso descrizioni delicate, facendolo brillare di luce propria in un panorama dalle diverse sfaccettature. Si tratta anche di un romanzo nel quale i rapporti fra i diversi attori, pur collocati in un mondo immaginario, esaltano i valori universali dell'amicizia.
In un'altra chiave di lettura la storia può essere vista come una metafora del confronto fra culture diverse. Nella contrapposizione fra Rosemund e Ardesia, i regni ai quali appartengono i due protagonisti principali della storia, c'è tutta la diffidenza tipica del contrasto tra due mondi che si odiano a causa della propria diversità e diffidano a priori l'uno dell'altro. Un tema purtroppo sempre attuale.







Rossella Padovano, se non sbaglio questo è il tuo primo romanzo. Vuoi iniziare a parlare di te descrivendo le emozioni provate nel redigere questa tua prima stesura?

Non ti sbagli, La Grazia dell’Acqua è il mio primo romanzo. Il periodo della stesura e delle successive revisioni è stato impegnativo, perché come già detto, essendo il mio primo lavoro temevo di commettere errori o di scrivere qualcosa di poco interessante, anche se credo che questi dubbi affliggano tutti quelli che scrivono il loro primo racconto. Ovviamente è stato anche un periodo di aspettative e incertezze, perché credo che l’idea che si scriva per se stessi sia vera solo in parte. In realtà chi si accinge a scrivere vuole pubblicare, quindi nello stesso tempo cercavo anche di prepararmi ad affrontare i mesi di silenzio delle case editrici, consapevole del fatto che questo silenzio sarebbe potuto durare in eterno. Poi Lettere Animate ha creduto nel progetto.
Ripenso spesso alle ore trascorse di fronte allo schermo, raccontando le vicende del romanzo e tracciando il profilo di ogni personaggio, è stato un lavoro a cui mi sono appassionata molto. Se potessi, tornerei indietro a quel periodo che è stato intenso e ricco di emozioni.

Raccontaci come sei diventata scrittrice. Quale percorso hai seguito nella tua formazione? Come è nata la tua passione per la scrittura?

Mi dispiace dirlo ma sono convinta che scrittori si diventa dopo molte cose scritte e dopo che il pubblico si è accorto di te.
La passione per la scrittura è legata alla passione che nutro per la letteratura, leggere storie regala la possibilità di vivere una seconda vita, di vedere posti sconosciuti. Ho cominciato a scrivere le prime parole di La Grazia dell’Acqua per gioco, nemmeno sapevo cosa stessi facendo. Sentivo il bisogno di scrivere una storia e l’ho fatto. L’idea di tentarne la pubblicazione è arrivata in seguito. Il percorso è stato quello classico, per scrivere devi leggere tanto, ma non in maniera distaccata, gli autori vanno studiati.

Rossella Padovano è sicuramente anche lettrice. Quali sono i generi che prediligi? 

Più che generi prediligo gli autori irruenti come Izzo appunto, o Celine. Naturalmente sono convinta che una base di testi classici la si debba avere e per questo Tolstoi, Jane Austin, Virginia Wolf o Shakespeare ancora oggi costituiscono un punto di riferimento per la mia scrittura.


Veniamo al tuo libro nel dettaglio. Le atmosfere medievali che hai evocato nel tuo fantasy ricordano quelle di alcuni maestri del genere Science Fiction degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, fra tutti un certo Jack Vance. Ne hai sentito parlare? Hai letto qualcosa di lui? 

Ti ringrazio per aver accostato il mio nome al suo, so che è stato un importante scrittore di genere, ma non ho ancora letto nulla. Ti confesso che pur avendo scritto un romanzo con cenni fantasy, è un genere che ho seguito al cinema e mai in letteratura. Infatti La Grazia dell’Acqua, all’inizio, l’ho trattato quasi come se fosse una sceneggiatura  più che un romanzo.

 Che cosa ha ispirato le atmosfere medievali evocate nel tuo fantasy? Parlaci di come è nata la storia e di come hai costruito i tuoi personaggi.

Le atmosfere cupe del medioevo mi hanno sempre affascinato, ma alla base c’è anche l’amore per l’opera, Tristano e Isotta di Richard Wagner, Clorinda e Tancredi di Claudio Monteverdi hanno avuto un’influenza determinante per questo lavoro. L’ispirazione è nata anche da artisti preraffaelliti come John William Waterhouse, Edward Burne-Jones, Edward Reginald Frampton, che hanno suggerito immagini, colori e l’atmosfera dei romanzi epici.
Le quattro amiche protagoniste del racconto, ad esempio, si possono ritrovare  nell’opera “Hylas and the Nymphs” di John William Waterhouse.

La protagonista femminile è una figura molto forte e decisa ma al contempo fragile e romantica. Quanto c'è di te nel suo personaggio?

Poco, chi mi conosce bene sostiene che l’unico tratto che abbiamo in comune è la caparbietà.

Pensi di continuare a scrivere nel genere fantasy oppure hai in mente progetti diversi, legati ad altri generi letterari? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto lavorando a un romanzo Urban Fantasy, sono alla seconda revisione e prevedo di chiuderlo a dicembre. Contemporaneamente ho tracciato a grandi linee il seguito di La Grazia dell’Acqua. Ho un terzo progetto nel cassetto, completamente diverso, ma è prematuro parlarne.


Infine ti chiedo quali sono le tue strategie promozionali e come ti sei trovata in questo tuo primo contatto con il mondo dell'editoria. C'è qualcosa che vorresti suggerire a un autore esordiente in base alle esperienze che ti stai facendo?

Il mio esordio nella promozione del libro è stata priva di strategia e tutt’ora non credo di averne una. Ho riscontrato che se non sei una presenza assidua in rete è come se non esistessi, con l’inevitabile conseguenza di vendere un libro all'anno.
Tuttavia conciliare la presenza costante sui social e sui blog con la scrittura mi risulta difficile perché il tempo che ho a disposizione non è tantissimo.
In base alla poca esperienza che ho l’unico suggerimento che posso dare a un esordiente è quello di avere un’agenda ben organizzata, e di ricordarsi che si è prima scrittori di storie e non di post. Purtroppo il mercato sembra provare il contrario, ma io non demordo, ho un animo vintage e ne vado fiera.



4 commenti:

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    1. Ringrazio Valerio Sericano per la splendida recensione e Sogni di Marzapane per ha messo ha disposizione casa, colori e belle immagini.

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