18 marzo 2018

Un thè in compagnia di Daniel Di Benedetto


Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Parlo per me, prima di essere un autore sono senza dubbio un lettore. La passione per le storie inventate da qualcuno, il sentirsi parte di quelle parole fino al punto da entrare in empatia con i personaggi tracciati dalla penna dell'autore, hanno fatto sì che nascesse dentro di me il desiderio di dire: “Ho voglia di provarci anche io”. E a partire da piccoli pensieri tracciati su carta, passo dopo passo sono arrivato a immaginare trame e intrecci sempre più articolati. E ora, eccomi qua ^_^

25 febbraio 2018

Un thè in compagnia di Daniela Ruggero



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Amo scrivere da sempre già da piccola amavo scrivere poesie e lunghi temi a scuola. L’amore è aumentato per poi esplodere qualche anno fa con la prima stesura di LA SPOSA OSCURA.

Un thè in compagnia di Catherine BC



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Penso nasca come ogni altra passione, da una sorta di fuoco primordiale che ci portiamo dentro,  la cui energia viene incanalata dalle diverse persone secondo la propria indole e le propri inclinazioni.

04 febbraio 2018

Un thè in compagnia di Melissa Pratelli




Come nasce in una persona la passione per la scrittura?

Credo che non sia per tutti uguale, ognuno sviluppa questa passione a suo modo, magari ci nasce, magari la voglia di scrivere si manifesta dopo qualche tempo, dipende. Per quanto mi riguarda, sono stata prima un’avida lettrice (e lo sono tutt’ora) e, da quella passione, è poi derivato il desiderio di cominciare a creare una storia tutta mia.

03 giugno 2017

Io sono Cam di Laura Lewis, Recensione ed Intervista

Io sono Cam di [Laura Lewis]

Può un uomo colorato e chiassoso nascondere un’anima fragile come una bolla di vetro? Può un uomo austero e perennemente in giacca e cravatta celare un mondo fatto di colori? Può una bugia compromettere un amore? Può esistere per sempre il “felici e contenti” o a volte è un’utopia? Cameron Beasley Forks vive nel suo piccolo grande mondo e tutti lo conoscono come un uomo estroverso, chiacchierone, emotivo, divertente e solare. Ma è davvero solo questo? La vita ha messo sul suo cammino diverse prove, ma mai complicate come questa volta. Un incontro fortuito destabilizzerà il suo universo fatto di incastri precari, rischiando di spezzare la sua anima e di cambiarlo, fuori e dentro. Per lui nulla sarà più come prima. Alla fine sarà Cam a cambiare o sarà lui a cambiare ciò che gli gira intorno?

04 novembre 2016

Blogtour "E' solo una storia d'amore" di Anna Premoli INTERVISTA+RECENSIONE



  🍰Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?
Questo libro viene da anni di ragionamenti sul tema. Anche inconsci, in alcuni casi. Il mio rapporto con il rosa è complicato e questo romanzo è stato un modo per parlarne, per guardarmi dentro e per prendere consapevolezza di quello che sono.

  🍰I tuoi romanzi hanno una playlist musicale? In questo caso che tipo di musica o 
canzoni hanno accompagnato la stesura di "E' solo una storia d'amore"?
Io ascolto sempre musica mentre scrivo, è un must. In qualche caso alcune canzoni finiscono proprio nel testo. In questo romanzo troverete citati alcuni grandi classici come Chat Baker, che reputo essere una fantastica colonna sonora anche per la lettura, Duke Ellington e persino Elvis, alla cui voce ho affidato una scena piuttosto importante con il suo rifacimento della celebre Bridge Over Troubled Water.

  🍰In tre parole descrivi la tua scrittura.
Ritmata, sarcastica e incentrata volutamente sui dialoghi. 

  🍰Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.
Non c’è un libro specifico. Voglio dire, sono perfettamente cosciente del tipo di autrice che sono e di quello che posso o non posso scrivere. Motivo per cui, quando mi capita di chiudere un libro che mi ha fatto sospirare, non penso mai al fatto che mi sarebbe piacuto aver scritto qualcosa di simile. Specialmente se si tratta di un libro particolarmente poetico. In genere siamo tutti attratti da quello che ci manca. E la verità è che io non sono poetica, mai stata, ma va benissimo così.

  🍰Mentre leggevo i tuoi ringraziamenti mi sono chiesta se 
"È solo una storia d'amore" non sia in realtà una sorta di autobiografia un po' romanzata. 
Hai avuto anche tu un Aidan da battere nella vita reale?
No, non è assolutamente un romanzo autobiografico e nella mia vita non c'è mai stato un Aidan prevenuto ma, anzi, un marito così innamorato da autopubblicare le mie primissime storie. Però in Laurel c'è parecchio di me ed è una grossa novità. In genere ho sempre evitato di espormi troppo con un personaggio, ma questa volta, visto il tema trattato, ho sentito di dover superare certe mie ritrosie. 

 🍰Anche tu come Laurel "Delilah" ti ispiri a fatti realmente vissuti da qualcuno per scrivere i tuoi romanzi?
I miei romanzi sono un mix. Ho la fortuna di venire a contatto con tante persone diverse Legambiente finanziario ed è innegabile che ogni nuova conoscenza mi spinga a riflettere. In genere da questi spunti di riflessione sviluppo numerose trame – prettamente mentali – di cui solo una piccolissima percentuale finisce poi sulla carta. 

 🍰Stai lavorando ad un nuovo progetto? Se si puoi dirci qualcosa?
Il mio progetto più impellente è un esame di stato previsto per la fine dell’anno in ambito finanziario. Superato questo maxi scoglio la cui preparazione mi sta portando via un sacco di tempo, deciderò cosa fare dei miei personaggi. Ho voglia di raccontare le storie di Julie e di Audrey, le due amiche scrittrici di Laurel, prima di concentrarmi su Alexandra e Norman. Va però detto che io sono davvero pessima nella programmazione editoriale. Vado dove mi porta la narrazione… 😀

  🍰Dal primo romanzo che ci ha fatto scoprire Anna Premoli scrittrice a quest'ultimo 
lavoro che ci ha riconfermato il tuo immenso talento, quanto e come è cambiata la tua vita. 
Pentita di qualcosa o rifaresti tutto alla stessa maniera?
La mia vita è rimasta la stessa. Ho solo ancora meno tempo libero di quanto già non ne avessi prima. Per il momento ho volutamente scelto di non cambiare niente perché credo che in un mondo come quello odierno, dove tutti non fanno altro che definirsi scrittori dopo aver pubblicato un romanzo o due, sia invece necessario fermarsi e riflettere. Concedersi del tempo. Ed eventualmente anche accettare di non essere uno scrittore ma solo una persona che scrive. Ecco, io mi sento più vicina a quest’ultima casistica. No, non cambierei niente di questi ultimi anni che hanno richiesto indubbiamente tanti sacrifici, vista la mole di cose che ho avuto tra le mani, ma che mi hanno anche portato grandissime soddisfazioni.

  🍰Ti hanno mai proposto di usare un nome d'arte? Nel caso quale avresti voluto che fosse?
Anna Premoli è, in un certo senso, un nome d'arte. Premoli è il mio cognome da sposata ma non quello che compare sulla mia carta d'identità. E mi va benissimo così, perché mi permette di mantenere un minimo di privacy e di tenere separate le mie carriere. Alcune battute nel libro sono, quindi, assolutamente autoironiche. Mai prendersi troppo sul serio.😉





Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?

Il nuovo scoppiettante e romanticissimo romanzo di Anna Premoli
Un’autrice da mezzo milione di copie
Vincitrice del Premio Bancarella

29 luglio 2016

Un the in compagnia di Hellen C. Worth



Benvenuta Hellen C. Worth e grazie per essere qui con noi. Iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Nel mio caso è la manifestazione di un bisogno primario, come la sete, la fame, il sonno. Io provo la necessità di scrivere, quando scrivo mi sento realizzata, soddisfatta. Non importa se verrò apprezzata o meno, l’avere trovato un mezzo per esternare i pensieri è già fonte di gioia.

22 luglio 2016

Un the in compagnia di Giuliana Guzzon



Benvenuta Giuliana Guzzon e grazie per essere qui con noi. Iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura?

Ognuno ha un approccio diverso per la scrittura. Mio nonno materno si è occupato della mia educazione e mi ha seguita nelle tappe fondamentali della vita. Lo ricordo con molto affetto mentre mi leggeva alla sera, soprattutto d'inverno davanti al camino, i testi di mitologia greca al posto delle comuni fiabe
che si raccontano solitamente a una bimba di sette anni. La letteratura faceva parte del mio percorso formativo ed è certamente grazie a lui se ho iniziato e continuato a scrivere. Il passaggio dalla mitologia ai classici del '200/300, fino all'800, è stato molto breve. A nove anni scrivevo i primi versi, avevo bisogno di sentire mio un mondo che ancora non mi apparteneva. Poi crescendo, tutti gli elementi esterni alla organizzazione della struttura verbale hanno via via acquisito importanza, per poi prendere spazio nella mia espressione e fantasia individuale.

14 luglio 2016

Un the in compagnia di Marilena Boccola



Benvenuta Marilena e grazie per essere qui con noi. Iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura? 
Nel mio caso, deriva direttamente dalla passione per la lettura: a un certo punto mi è venuta voglia di scrivere le storie che avrei voluto leggere.

01 luglio 2016

Un the in compagnia di Rosanna Fontana





Benvenuta Rosanna Fontana e grazie per essere qui con noi. Iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Credo che la decisione di mettere nero su bianco le proprie storie possa seguire percorsi diversi, a seconda dei propri vissuti. Nel mio caso è stato un percorso piuttosto articolato. Ho cominciato a scrivere poesie sporadicamente dalle elementari, ma mi rendevo conto che la mia strada era la narrativa. Amavo fantasticare e inventare storie. Mi mancava però la costanza di scriverle. Questa maturità mi è arrivata dopo i trent'anni e da allora non mi sono più fermata.

24 giugno 2016

Un the in compagnia di Samantha L’lle



Benvenuta Samantha L’lle e grazie per essere qui con noi. Iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
La passione per la scrittura, per me, nasce dalla voglia di raccontare agli altri le storie che mi riempiono la mente. Il desiderio di condividere mi spinge davanti alla tastiera e le pagine bianche si popolano di parole.

17 giugno 2016

Un the in compagnia di Silvia Cossio





Benvenuta Silvia e grazie per essere qui. Rompiamo il ghiaccio e avanti con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura? 
Nel mio caso è nata come una sfida. Delusa da alcuni libri, mi sono prefissa la sfida della scrittura, riproponendomi di narrare le storie che avrei voluto leggere. Nessun dono particolare, quindi, nessuna passione risalente all’età scolare, anzi, ha sempre odiato fare i temi a scuola vivendoli come un supplizio e, ancora oggi, spesso mi ritrovo in difficoltà di fronte a un biglietto di auguri…

10 giugno 2016

Un the in compagnia di Giovanna Barbieri


Benvenuta Giovanna,  iniziamo la nostra chiacchierata con la prima domanda:

Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Tutto ha avuto inizio nel 2009, con un testo preso in prestito nella mia biblioteca locale sugli insediamenti abitativi dell'alto medioevo in Valpolicella: La Valpolicella: dall’alto medioevo all’età comunale di A Castagnetti. Un saggio che tratta la castellizzazione medievale nella valle Provinianensis (Polesela, in dialetto locale). Purtroppo, nei villaggi presi in esame nel mio romanzo sono resistite poche testimonianze di quel periodo. La vera ispirazione comunque è giunta dopo la lettura di Rapine, assedi, battaglie, la guerra nel Medioevo di A. Settia. Dove, in poche righe, si riassume la battaglia del 1164-1165 degli anti-imperiali contro il Castello di Rivoli Veronese e Garzapano, il castellano vassallo di Federico I il Barbarossa. Amo la campagna e le colline della zona ovest di Verona, sono ricche di Storia e mi piacerebbe che anche i lettori le apprezzassero.

03 giugno 2016

Un the in compagnia di Elisabetta Modena




Benvenuta Elisabetta è un piacere averti qui con noi. Partiamo con la nostra prima domanda: 

Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Dalla lettura immagino. Ho sempre letto tantissimo fin da ragazza: soprattutto i gialli e i classici. Ricordo che dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio, a quindici anni, ho provato il desiderio di scrivere anch’io una storia ma non ci sono riuscita. M’è rimasta dentro la voglia però.

Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore?
Sicuramente.

Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?
Ho iniziato con un pubblico giovane target young adults. Ho scritto un romanzo breve distopico per la 0111 Edizioni (Il guardiano delle menti) e la trilogia Heaven in Love (Sorpresa da un angelo – Nascosto ai tuoi occhi – Together) come autrice self su Amazon. Sempre come self ho spaziato anche nei romanzi rosa con due ebook che hanno avuto un buon riscontro (Un matrimonio davvero speciale e Il mio adorabile nemico) e che si trovano riuniti nel volume cartaceo: Un amore formato felicità.

26 maggio 2016

Un the in compagnia di Antonella Lelly Maggio



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
La passione per la scrittura, così come tutti i talenti che rendono unica una persona, nasce con la persona stessa. Non basta avere una buona storia in mente, bisogna anche saperla scrivere, riuscire a raggiungere il lettore con le parole, regalare emozioni, messaggi, sorrisi.

Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore?
Un valido scrittore nasce prima come ottimo lettore e spesso non ama nemmeno essere chiamato in quel modo.



Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?
Le mie prime storie appartenevano al genere fantasy, adesso ho abbracciato completamente il filone rosa anche se spesso amo unire più generi, scrivo per lo più commedie romantiche che al tempo stesso affrontano argomenti un po’ più seri o temi sociali. Non amo le letture fine a se stesse, cerco sempre di lanciare un messaggio ai lettori e spesso mi servo dell’ironia.

Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?
Il mio ultimo romanzo “Ti voglio. Ti amo. Ti prego, resta” è il seguito di “Un’estate a Rimini per innamorarsi”, protagonisti Vito e Camilla ai quali sono molto affezionata e lo sono anche i miei lettori, ho scritto questo seguito soprattutto per loro e perché me l’hanno richiesto.

Cosa pensi del connubio scrittura-web-social. Oggi un autore non ha altro modo per far conoscere se stesso e le sue opere?
Come per tutti i settori, bisogna stare al passo con i tempi. Il Web è ormai alla portata di tutti e se usato correttamente, fornisce un ottimo trampolino di lancio per gli esordienti.

Che speranza ha un autore di riuscire a scalare le vette senza essere sommerso dai milioni di libri che ogni anno si pubblicano?
La verità è che ogni giorno ci sono più di una pubblicazione. Il mondo dell’editoria è un grosso oceano, gli autori esordienti spesso sono dei piccoli pesciolini e poi ci sono gli squali. Non è semplice, non è facile per niente, a volte ci vuole un pizzico di fortuna, conoscenze, tanta pazienza e umiltà e sperare di allargare la cerchia dei lettori che possano poi creare il cosiddetto “passaparola”.

Quali sono i pro e i contro tra pubblicare in Self oppure ricevere un contratto da una Casa Editrice?
Il Self può darti tutto, la soddisfazione e i meriti, magari anche un profitto maggiore ma a volte può essere anche controproducente perché bisogna essere in grado di curare tutto il lavoro da soli e soprattutto bravi a vendere il proprio prodotto. Nel 2015 ho iniziato a collaborare con Butterfly Edizioni, una Casa Editrice completamente free e molto professionale che mi ha insegnato molto. Oggi mi dividevo tra le pubblicazioni mie personali e quelle con la Ce perché a mio avviso, sono importanti entrambe.

Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.
Adoro la trilogia “Le origini” di Cassandra Clare e in particolar modo l’ultimo libro, “La principessa”. Ultimamente però sono in fissa con “Il cavaliere d’inverno” della Simons e WOW. Sì, sono un po’ invidiosa, avrei voluto scriverle io quelle storie.

In tre parole descrivi la tua scrittura.
Romantica, divertente e semplice.

I consigli sono sempre preziosi, cosa ti senti di raccomandare a un autore che decide di dare vita al proprio sogno e buttarsi nel mondo dell’editoria?
Consiglio di restare sempre se stessi, di non farsi condizionare troppo dal marciume che c’è in giro, di restare persone umili, accettare le critiche costruttive e leggere, leggere tanto per migliorarsi.

20 maggio 2016

Un the in compagnia di Nunzia Alemanno



Benvenuta Nunzia Alemanno. Iniziamo la nostra intervista con la prima domanda: Come nasce in una persona la passione per la scrittura?

In tutte le interviste agli autori che ho letto, mi sono sempre trovata dinanzi a una passione portata avanti sin da piccoli o da adolescenti. Bambini o ragazzi appassionatia scrivere brevi racconti, poesie o il semplice diario personale. Il mio invece è un caso a parte, ho maturato questo interesse dopo oltre i quarant’anni, è stata più che altro una sfida verso me stessa che ritengo di aver vinto viste le grandi soddisfazioni che sto ricevendo. Un interesse che col tempo è divenuto passione travolgente, una droga vera e propria cui non riesco a rinunciare.



Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore?

Se devo parlare della mia esperienza, posso dire di no.Non leggo molto. Forse leggere tanto può aiutare ad arricchire il proprio bagaglio culturale o imparare cento termini in più rispetto a una come me che di cultura non è molto dotata. Ho solo una qualifica di assistente per l’infanzia e ricordo che le materie letterarie non erano il mio forte. Comunque mi piace molto leggere e se non lo faccio spesso, è solo per mancanza di tempo.



Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?

L’Egemonia del Drago è il primo della serie “Il Dominio dei Mondi”. Prossimamente uscirà L’Angelo Nero ancora in lavorazione. La serie è un fantasy. Anche se qualcuno l’ha consigliato a un pubblico adulto, poiché oggigiorno i giovani non si lasciano impressionare ormai da niente, direi che un target che vada dai tredici anni in poi, sia più che sufficiente.



Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?


Ero iscritta a un forum in cui un giorno un ragazzo decise di dar vita a un gioco culturale. Si trattava di scrivere un racconto tutti insieme. Ognuno doveva accodarsi a ciò che scriveva l’altro continuando la storia, rimanendo in tema con la trama e il genere. Premesso che non avevo mai scritto una sillaba in vita mia, decisi di partecipare più per curiosità che per altro e durante i miei interventi ricevevo molti complimenti per la fantasia e tutto il resto. Ecco, è stata qui che è scoccata la scintilla che poi è divampata nella passione che è adesso, tanto da indurmi a creare qualcosa di mio. Ed ecco la sfida.



Cosa pensi del connubio scrittura-web-social. Oggi un autore non ha altro modo per far conoscere se stesso e le sue opere?


Se vuoi stare comodamente seduto in poltrona, credo che il web sia l’unicastrada. È risaputo che internet è la via più rapida, più vasta ed economica per farsi conoscere. La presentazione fisica di un libro porta via tempo, denaro perché devi stampare le copie (anche se poi recuperi con la vendita… e se poi non le comprano?) e ti devi spostare di paese in paese considerando che la tua opera verrà conosciuta dalle uniche persone che ti ritrovi in sala. Con il social è diverso, è un pianeta immenso, dove puoi muoverti come vuoi, gestire tutto a tuo piacimento e farti conoscere, come dicevo prima, anche comodamente seduta in poltrona.



Che speranza ha un autore di riuscire a scalare le vette senza essere sommerso dai milioni di libri che ogni anno si pubblicano?

Tanta pubblicità, fatta con i dovuti criteri. Farne abbastanza affinché tutti ti vedano, non troppo spesso per evitare di annoiare. Bisogna rispettare chi è dall’altra parte e non pretendere a tutti costi che il link all’acquisto del tuo libro venga necessariamente cliccato. Trovare lo store giusto che ti permetta di fare promozioni o di divulgare il tuo libro gratuitamente. Offrire la propria opera per ricevere recensioni oneste, queste sono importanti a mio avviso. Bisogna impegnarsi un po’, a volte i risultati tardano anche ad arrivare, ma non mancheranno.



Quali sono i pro e i contro tra pubblicare in Self oppure ricevere un contratto da una Casa Editrice?

Self –Pro: intaschi un’altissima percentuale di guadagno, gestisci la vendita come vuoi e… in pratica sei libero.

Contro: devi fare tutto da solo. Trovarti un editor, un grafico per la copertina (salvo che non sia grado di fartela da solo), gestire la pubblicità, le promozioni e se devi stamparti delle copie, devi vedertela da solo con la formattazione del testo, la modifica della copertina con i millimetri di abbondanza ecc.Tutto questo più che definirlo un “contro”è un impegno in più che devi affrontare se decidi di auto pubblicare.

Casa Editrice – Pro:
Dai tutto in mano all’editore e non ci pensi più. Il tuo libro sarà stampato e verrà, attraverso una rete di distribuzione, diffuso nelle librerie fisiche e tramite ebook anche negli store on line.

Contro: Una piccola percentuale di guadagno che per noi esordienti va dal 6% al 10%massimoe se la casa editrice non fa una buona pubblicità o promozione c’è anche il rischio di non vendere (e se non vendi nessuno ti conosce).



Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.

Qualunque cosa abbia scritto Stephen King. Lo adoro, è il mio idolo e mentore. Quel poco che ho letto nella mia vita sono state solo le sue opere.



In tre parole descrivi la tua scrittura.


Semplice Ho un vocabolario ristretto purtroppo, non sono una persona colta e sinceramente non me ne vergogno. Da tutte le recensioni ricevute finora, ho potuto costatare che il linguaggio semplice è l’arma migliore per raggiungere un pubblico ancora più vasto, rende la storia ancor più comprensibile e fluisce meglio nella lettura.

Fantasiosa lo dicono gli altri e lo ammetto io stessa. Mi piace giocare con la fantasia ed è la cosa che mi riesce meglio.

Soggettiva
Non so se è il termine giusto per intendere che c’è molto di me in quello che scrivo. Il mio modo di pensare, di amare, di agire e tanto altro.



I consigli sono sempre preziosi, cosa ti senti di raccomandare a un autore che decide di dare vita al proprio sogno e buttarsi nel mondo dell’editoria?

Ciò che Stephen King ha insegnato a me, anzi ve lo faccio dire direttamente da lui:(Ho preso solo alcuni stralci delle sue lezioni)

Quando si comincia un progetto, non bisogna interromperlo o rallentare il ritmo. 

2. Quando un’idea comincia a farsi strada nella tua mente, non aspettare.

3. Se vuoi migliorare la tua scrittura, devi prima diventare un lettore accanito. 

4. Arriva al punto il più presto possibile. L’attenzione dei lettori deve essere colpita in modo chiaro e diretto, prima che possano perdere la pazienza. 

5. Mai pompare il vostro vocabolario, cercando paroloni che non ti appartengono, perché magari ti vergogni della semplicità del tuo parlare corrente. “È come mettere il vestito da sera al cagnolino di casa. Il cane sarà imbarazzato e la persona che si è resa colpevole di questo atto di premeditata affettazione dovrebbe esserlo ancora di più”. 

7. Evita la forma verbale passiva e limita il più possibile gli avverbi.

8. La descrizione non dev'essere né labile né eccessivamente dettagliata, riguarda più l'ambientazione e l'atmosfera che l'aspetto fisico dei personaggi, consiste di solito in pochi particolari scelti con cura che siano evocativi di tutto il resto. 

9. Il dialogo è cruciale nel definire i personaggi, che dev'essere sempre reale e mai artificioso o artefatto: "scrivere bene i dialoghi è arte oltre che mestiere". Se narrate di storie appartenenti alla classe lavoratrice, di fabbriche, di ghetti, di metropoli, di contadini, di operai, non è auspicabile che il vostro personaggio parli come un professore universitario, perché non sarebbe veritiero, né giustificabile. 

10. I personaggi devono essere costruiti secondo i principi dell'osservazione e sincera descrizione della realtà. Queste persone di fantasia devono comportarsi in un modo che appaia ragionevole e che sviluppi e sostenga la storia: "se lavorate bene, i vostri personaggi diventeranno vivi e cominceranno ad agire per proprio conto". 

16. Cerca di non scrivere per denaro, ma per il piacere di farlo, perché se puoi farlo per piacere, puoi farlo per sempre.

Be’, come non condividere questi consigli e farne tesoro? Grazie ancora Nunzia per essere stata con noi e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri

13 maggio 2016

Un the in compagnia di Tiziana Cazziero

Salve Tiziana e benvenuta nel nostro angolo interviste con Sogni di Marzapane. Inizio con il chiederti: Come nasce in una persona la passione per la scrittura? 
R. Comincio con lo ringraziarvi per questo spazio. Io credo che la passione per la scrittura sia qualcosa di innato. Per me è stato così, scrivo da quando ho memoria in tal senso. Da ragazzina amavo scrivere lettere ad amici e parenti, poi poesie, racconti per poi passare ai romanzi in età adolescenziale.

06 maggio 2016

Un the in compagnia di Claudia Piano


Come nasce in una persona la passione per la scrittura?

Credo che nasca dal desiderio di tirar fuori qualcosa dal proprio cuore. Nel mio caso è nato come un gioco, stanca e delusa dagli ultimi libri letti, ho deciso di provare a scrivere qualcosa che mi sarebbe piaciuto leggere… Non avevo nessuna ideo o intenzione di pubblicare...


Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore?

Credo sia essenziale, per me lo è… Io sono stata prima un’accanita lettrice e in realtà continuo ad esserlo… E continua ad essere un grande piacere per me, rileggere quello che ho scritto.

Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?

La Saga fantasy di Armonia è rivolta principalmente ad un pubblico adolescente, diciamo dai 12 anni in su… Anche se ha trovato un grande riscontro tra mamme e nonne…

Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?

La scintilla è scattata quando sono entrate in contatto le mie due grandi passioni: la lettura e la musica. È nata Armonia la scuola di Musicomagia. Dove i ragazzi suonano i loro flauti di legno per compiere prodigiosi incantesimi che permettono loro di curare una ferita, modellare il legno e nutrire gli Animusi, magiche creature che vivono ad Armonia.

Cosa pensi del connubio scrittura-web-social. Oggi un autore non ha altro modo per far conoscere se stesso e le sue opere?

Il mondo virtuale offre senza dubbio una strada nuova e aperta a tutti per farsi conoscere, certo è necessario un grande sforzo per riuscire ad emergere tra i mille autori che albergano nel web.

Io ho l’abitudine di fare presentazioni per proporre i miei libri cartacei anche al mondo dei lettori “tradizionali”, ma senza una grande casa editrice alle spalle, gli eventi si limitano al territorio locale…

Che speranza ha un autore di riuscire a scalare le vette senza essere sommerso dai milioni di libri che ogni anno si pubblicano?

Non saprei, io ho pubblicato il primo romanzo due anni fa, non ho poi molta esperienza. La mia speranza è che le mie storie capitino tra le mani giuste… Insomma un colpo di fortuna… ;)

Quali sono i pro e i contro tra pubblicare in Self oppure ricevere un contratto da una Casa Editrice?

Rispetto ad una piccola casa editrice locale o a pagamento, credo sia molto meglio pubblicare in Self. Io sono un tipo indipendente, mi piace prendere le mie decisioni, gestirmi le offerte, preparare i promo…

Certo sarebbe tutta un’altra cosa se si parlasse di una grande casa editrice!

Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.

In realtà ce ne sono molti, alcuni letti quando ancora non avevo la minima idea che sarei stata in grado di scrivere un romanzo con le mie mani (anzi con il mio Pc!) Una serie di romanzi che ho amato particolarmente sono stati quelli di Darkover scritti dalla fantastica Marion Zimmer Bradlay (nota per le Nebbie di Avalon), diciamo pure che il mondo di Darkover avrei proprio voluto inventarlo io!

In tre parole descrivi la tua scrittura.

Scorrevole, profonda, allegra.

 I consigli sono sempre preziosi, cosa ti senti di raccomandare a un autore che decide di dare vita al proprio sogno e buttarsi nel mondo dell’editoria?

Sicuramente di credere fermamente nei propri sogni e non mollare mai. Di fare ciò che ama con passione e principalmente per se stesso… E poi, se le cose devono succedere, succedono!!

28 aprile 2016

Un the in compagnia di Christiana V



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?

Ah, domanda da un milione di euro! Per quel che mi riguarda, non riesco a identificare il momento in cui la scrittura sia diventata una passione, ma so quando ho sentito l'esigenza di scrivere. Sono sempre stata una lettrice forte con una fantasia molto fervida, ma non avevo mai avuto lo stimolo di imbracciare la penna ed esternare pensieri. Poi, però, è subentrato un evento a sconvolgermi la vita e la scrittura è diventata auto terapia.

Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore? 

Assolutamente sì! Uno scrittore non può prescindere dalla lettura, è la base dello studio che farà per la propria scrittura, per trovare il proprio stile.


Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?

I miei primi due testi, Il sigillo di Ametista e L'enigma dell'Opale, erano urban fantasy, lo stesso dicasi per il racconto Soffio vitale, che fa parte dell'antologia Elements Tales. Poi mi sono spostata sul paranormal erotico con Blood Catcher, e infine sul romance contemporaneo con Crudele come il sole. Sono una a cui piace sperimentare, si vede???

Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?

È stata quella "fetente" di Clizia! Ero impegnata nella stesura di Blood Catcher 2 e lei cosa fa? Comincia a sussurrarmi all'orecchio il suo nome, mi punzecchia il fianco e mi mostra Jacopo. In pratica, è stata così irritante che ho dovuto accontentarla, ed ecco come ha visto la luce Crudele come il sole.



Cosa pensi del connubio scrittura-web-social. Oggi un autore non ha altro modo per far conoscere se stesso e le sue opere?

Direi che oggi tutta la vita di un autore si svolge sul web, se solo si vuole pensare che si scrive su file, il passo è davvero breve, e sì, i social media rappresentano lo strumento più immediato per farsi conoscere, a volte anche l'unico che gli autori possono permettersi per la promozione.

Che speranza ha un autore di riuscire a scalare le vette senza essere sommerso dai milioni di libri che ogni anno si pubblicano?

Altra domanda milionaria! In realtà il mercato è talmente saturo di prodotti, spesso pessimi, che ingolfano l'intero sistema e a pagarne lo scotto sono sempre gli autori che valgono, quelli che, da veri professionisti, propongono lavori validi e curati da ogni punto di vista. Per quel che mi riguarda, ho cercato di "inventarmi" una strategia di marketing che stesse bene a me. Non sono una grafica, ma mi diverto a smanettare con Photoshop, quindi ho cominciato la campagna promozione molto prima dell'uscita del mio romanzo presentando in pagina di tanto in tanto banner e teaser. Beh, ha funzionato!

Quali sono i pro e i contro tra pubblicare in Self oppure ricevere un contratto da una Casa Editrice?

Io ho seguito entrambi i percorsi e non voglio sparare a zero su una categoria oppure l'altra, ma per le esperienze che ho vissuto e l'odierna editoria, sono sempre più convinta che l'auto pubblicazione sia la strada del futuro. Spesso i contratti delle CE, a meno che non siano seguiti da agenti che li sanno impugnare e farsi valere, nascondono delle insidie per gli autori, che poi si trovano vincolati per anni. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, quindi se si decide di pubblicare da sé è bene essere coscienti che si è totalmente responsabili di ogni passo del proprio testo, per cui non esiste che poi ci si lamenti che i lettori commentino gli orrori ortografici, le copertine che sembrano collage elementari, impaginazioni assurde e altro. Bisogna essere coerenti con la strada che si sceglie e accollarsi l'onere del proprio operato.

Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.

Il Signore degli Anelli, ma è solo il primo a venirmi in mente, in realtà sono talmente tanti! Da lettrice insaziabile non poteva essere altrimenti ;)

In tre parole descrivi la tua scrittura.

Miiii, così poche??? Vabbè, se proprio devono essere solo 3... Sono una seguace della regola d'oro: Show Don't Tell.

I consigli sono sempre preziosi, cosa ti senti di raccomandare a un autore che decide di dare vita al proprio sogno e buttarsi nel mondo dell’editoria?

A prescindere dalla strada che sceglierà di intraprendere, è bene che l'autore si prepari a leggere tanto e di tutto. Uno scrittore deve saper scrivere con criterio, usare le tecniche di scrittura e il lessico più appropriati a un genere. Non deve avere fretta, perché rischia di tirar fuori un prodotto mediocre e banale, che nessuno vorrà leggere. Per questo motivo dovrà fare molta ricerca, e poco importa il genere: bisogna studiare per scrivere qualcosa di bello, completo e sfaccettato. Al termine della scrittura è bene che si affidi a betareader e editor. Quando conosciamo quel che abbiamo scritto, difficilmente riusciamo a vedere non solo i refusi, ma soprattutto gli errori, quindi per me è obbligatorio farsi aiutare nella stesura ed eventualmente non avere paura di buttare tutto all'aria e ricominciare a scrivere da capo.

22 aprile 2016

Un the in compagnia di Giulia Borgato



Come nasce in una persona la passione per la scrittura?
Posso dire che, per quanto mi riguarda, ho sempre avuto questa passione. Quando ancora non sapevo scrivere inventavo storie che raccontavo ai miei compagni di classe e, appena ho imparato a farlo, ho cominciato a metterle nero su bianco.


Un valido scrittore deve essere prima un ottimo lettore? 
Sicuramente uno scrittore deve essere un lettore. Dubito che si possa coinvolgere qualcuno nel proprio mondo se non ci si è mai lasciati coinvolgere in quello di un altro. Inoltre leggendo i colleghi, si impara moltissimo.

Parlaci delle tue opere, a quale target di lettori si rivolge?
I racconti urban fantasy, Promesse mantenute e Il poema di Antenore, e il romanzo Accanto a un angelo sono pensati per un pubblico giovane o comunque amante del genere, il romance contemporaneo, Sei parte di me, è adatto anche a un pubblico più adulto.

Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha portato alla luce la tua ultima fatica letteraria?
L’ultima fatica pubblicata è appunto il romance contemporaneo Sei parte di me.Come spesso mi accade la storia è nata da uno spunto reale che ho poi ampliato con la fantasia, fino a dare vita a un romanzo.

Cosa pensi del connubio scrittura-web-social. Oggi un autore non ha altro modo per far conoscere se stesso e le sue opere?
Non credo che i social siano l’unico mezzo che ha un autore per farsi conoscere, però se parliamo di un autore Self sono sicuramente il mezzo più efficace perché, anche se ha la possibilità di organizzare delle presentazioni dei propri libri, non potrà mai arrivare allo stesso pubblico a cui arriva invece attraverso il web.

Che speranza ha un autore di riuscire a scalare le vette senza essere sommerso dai milioni di libri che ogni anno si pubblicano?
Diciamo che, più che sperare di scalare le vette, credo che un autore debba pensare a proporre un buon prodotto ai suoi lettori. Se il prodotto è valido, avrà il giusto riconoscimento, anche se non nego che un pizzico di fortuna aiuti!

Quali sono i pro e i contro tra pubblicare in Self oppure ricevere un contratto da una Casa Editrice?
Tutti i miei lavori attualmente sul mercato sono Self perciò non ho la possibilità di fare un confronto diretto, penso però che le cose che dovrebbe offrirti una Casa Editrice siano un ottimo editing, la distribuzione e la promozione.

Qual è il libro che più hai amato leggere e che ti ha fatto dire: “Avrei voluto scriverlo io”.
A dire il vero sono molti, ma se proprio devo sceglierne uno, allora L’incastro (im)perfetto di Colleen Hoover.

In tre parole descrivi la tua scrittura.
Semplice, fresca, romantica.

I consigli sono sempre preziosi, cosa ti senti di raccomandare a un autore che decide di dare vita al proprio sogno e buttarsi nel mondo dell’editoria?
Dubito di essere già arrivata al punto di poter dare consigli, ma mi sento di dire di credere nel proprio sogno sapendo però che bisogna lavorare tanto e che c’è sempre da imparare.